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‘Vertiginous’ e I Supereroi: Billy Forsythe nell’immaginario fumettistico di Margherita Mana.


Nel gennaio del 1996 il coreografo William Forsythe firma una coreografia molto originale, The Vertiginous Thrill of Exactitude, mostrando come la perfezione della danza classica diventi una “vertigine di piacere”, quando si attua un cambiamento sintattico all’interno dello stesso linguaggio, drasticamente rigoroso tanto da spingere i ballerini alla ricerca di una padronanza tecnica molto raffinata.

Si tratta di un brillante pas de cinq, nell’alternanza di pas de deux, assoli e pas de trois, che vede impegnati tre ballerine e due danzatori. Salti e giri di grande virtuosismo si allineano a passi frammentati sulla musica di Franz Schubert, il movimento finale della 9° sinfonia in Do Maggiore. I costumi mutano fattezze e anche questo permette il gioco dialettico che seguirà. La ballerina Margherita Mana, ancora una volta interlocutrice speciale, mi tenta con una “rilettura” molto attuale del brano coreografico in questione.

Umani che danzano o supereroi? Vediamola così: comincia dal suo vissuto, si immerge nella lettura precisa dei passi dell’enchaînement e proprio come una nuvoletta fumettistica le appaiono i supereroi di ieri e di oggi. Quelli che salvano il mondo con un balzo, con un vigore irreale, con una forza surreale o una intelligenza fuori del comune.

“Ecco, sì. Se dicessi che riuscivo a resistere direi una fesseria. Quando non ero nella distribuzione di un balletto, che magari non conoscevo ma che ritenevo ragionevolmente un bel pezzo, mi scocciava moltissimo. Avrei voluto resistere e vederlo direttamente in scena. Non ci riuscivo mai. I balletti, quelli belli, vanno visti più volte perché nelle loro pieghe, più che nella forma completa, si annida la loro grandezza. Ancora di più se si parla di questo brano.

Ho visto quasi tutte le prove. Questo Forsythe non è quello che amo, ma questo è gusto, che c’entra. Rifletto sulla composizione”.

In chiave umoristica, o semiseria, se vogliamo, ma in linea con quanto siamo abituati a vedere, grandi e non solo bambini, sovrappone le figure dei supereroi dei fumetti alla figura dei ballerini durante le loro performance.

“In una prova di scena un bimbo, figlio di una mia collega, chiese a sua madre se era più forte secondo lei Hulk o Cristiano (uno dei danzatori che stava eseguendo Vertiginous), Spiderman o Cristiano, Superman o Cristiano. Gulp! Perché la sensazione che ha avuto quel bimbo è stata di vedere un uomo flessibile-forte-volante come un supereroe?”.

Un corpo preparato al virtuosismo tecnico è come un corpo sovrannaturale: un salto è volo, un giro l’inizio di un ciclone, la forza è un’energia che si sprigiona dall’interno di un corpo speciale, come il cuore di Ironman… La seguo volentieri in questo immaginifico percorso.

I supereroi fanno parte da tempo dell’immaginario di ciascuno di noi (negli ultimi anni le produzioni anche cinematografiche dei fumetti hanno contribuito a farli rinascere in veste rinnovata, nei libri, in tv o sul grande schermo). Essi hanno delle connotazioni cui siamo abituati: i costumi, i valori per cui combattono; rappresentano il bene vs il male, (spesso anche “i cattivi” hanno il loro perché!), e possiedono quei poteri che garantiscono la possibilità di fare ciò cui sono chiamati. Ora non sempre quel potere straordinario è fonte di felicità… dietro la spavalderia c’è il senso di responsabilità. Dietro l’invincibilità c’è spesso la consapevolezza di una debolezza quasi umana, nonostante la vittoria spesso li premi.

Che cosa succede in questa coreografia?

“Qui faccio un passo indietro e spiego come funziona generalmente la costruzione di una variazione di balletto classico. Il repertorio ha uno schema piuttosto rigido coreograficamente parlando: preparazione, passo virtuosistico e chiusura. Di solito moltiplicato per tre. O per quattro. Serve annullare qualsiasi dubbio di riuscita causa fortuna, capite. In Vertiginous la composizione non contempla questo tipo di costruzione sebbene parli lo stesso linguaggio della danza classica. Non ci sono preparazioni e i passi sono monete tutte dello stesso valore. Niente “occhiolini” al pubblico, niente comode distribuzioni del peso, niente preparazioni con agio per eseguire meglio le difficoltà. Niente di tutto questo; solo passi che sembrano messi insieme a sorteggio, veloci e con pochissimo margine d’errore. Cadere è un’opzione come un’altra. L’ho vista avverarsi più volte durante le prove e – sì – anche in qualche spettacolo.”  E c’è la musica che in questo caso sorregge la danza. E quindi i costumi, cui accennavo: “Sicuramente i tutù che hanno perso il tulle e sono diventati dischi aerodinamici richiamano un immaginario fumettistico scoprendo muscoli turgidi”, sottolinea Margherita, e qui siamo alla pari con i Supereroi, ognuno ha un costume che lo identifica, sempre. “Ma l’impressione che si abbia a che fare con esseri dotati di poteri straordinari la danno proprio la dinamica e l’energia che sprigiona nella follia della composizione coreografica di Mr. Forsythe”.

Quindi torniamo alla coreografia, a questo ritmo asciutto di passi difficili e spezzati, ma rigorosamente  studiati. “Spingere i danzatori verso la vertigine, ancora oltre, farli smettere di danzare e proiettarli verso una dimensione con regole fisiche differenti da quelle terrestri. Supereroi! E quindi: chi è più forte, Hulk o Cristiano? Spiderman o Cristiano? Superman o Cristiano? Cristiano. Cristiano. Cristiano”…

https://youtu.be/I8mtwdAiQ1M (Mariinsky Ballet 2009)

Stefania Sanlorenzo

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